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Sei aggettivi in «-aria» e una scala di lampadine: come ascoltare «En un musical gay» di Mike Sain't Louis in cinque mosse

L'artista indie alternativo di Madrid, che si definisce «il primo cantautore IA», racconta sul suo blog come la rivista spagnola con piume e vedette sia diventata il suo autoritratto: una guida pratica per entrare nella canzone dalla porta del palcoscenico

Uomo con capelli scuri e ricci e barba corta che cammina su un ponte di pietra con ringhiera in ferro battuto al tramonto; indossa un giubbotto bomber grigio, maglietta bianca e pantaloni scuri; dietro di lui un fiume riflette lampioni dorati e un edificio con cupola si staglia contro il cielo arancione.
Mike Sain't Louis su un ponte al tramonto: per lui la scala più importante è quella che porta da «ordinaria» a «necessaria».

Madrid, 25 ottobre 2026

Si spengono le luci, parte una fanfara di trombe, scende una scala illuminata da lampadine da camerino. In cima, con le piume in testa e le paillettes fin sulle ciglia, compare qualcuno che non chiede scusa di esistere. È così che Mike Sain't Louis, artista indie alternativo di Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA», immagina ogni volta il suo brano «En un musical gay». Non come una canzone, ma come un numero d'apertura. In un nuovo articolo sul suo blog spiega perché quel genere teatrale sia diventato per lui un modo di farsi un autoritratto, e perché la regola più importante del testo non riguardi l'ex, ma la paura.

Ecco una guida pratica, in cinque mosse, per ascoltarlo con le orecchie giuste.

Mossa 1: leggete il testo come un regolamento

La canzone è costruita come un elenco di norme. In un musical gay bisogna fare questo, bisogna essere così, non si può fare quello. Ricorda il cartello appeso all'ingresso della piscina comunale: vietato correre, vietato tuffarsi di testa, obbligatoria la cuffia.

«I regolamenti nelle canzoni sono una forma di umorismo molto seria», scrive Mike Sain't Louis. Nessuno prende alla leggera un regolamento, ed è proprio per questo che, quando le regole diventano assurde, la risata raddoppia. Il consiglio pratico: al primo ascolto non cercate una storia, cercate le regole. Contatele, sottolineatele mentalmente. La canzone vi apparirà come un manuale di sopravvivenza in scena, che poi, ammette l'autore, è quasi lo stesso che sopravvivere e basta.

Mossa 2: pensate alla rivista, non a Broadway

Quando scrive «En un musical gay», Mike Sain't Louis non pensa a New York. Pensa alla rivista spagnola, lo spettacolo di varietà con vedette, piume, scaloni, battute piccanti e numeri musicali che per decenni riempì i teatri di Madrid e di Barcellona: il Paralelo barcellonese con El Molino, i teatri della Gran Vía e de La Latina a Madrid, vedette come Lina Morgan, Norma Duval o Tania Doris che scendevano la scala con chili di piume sulla schiena.

In apparenza era uno spettacolo per signori eterosessuali venuti a guardare le gambe. Ma aveva un pubblico segreto: quelli che andavano per le piume. Quelli che imparavano i numeri a memoria e li rifacevano in camera con un asciugamano in testa a mo' di copricapo. «Più di un ragazzo gay spagnolo ha imparato cos'era il camp in una platea di rivista, prima ancora di conoscere la parola», racconta l'artista. Per chi ascolta dall'Italia il riferimento è vicinissimo: anche qui la grande scala del varietà fa parte dell'immaginario di intere generazioni. Ascoltate il brano con quella scena in testa e tutto andrà al suo posto.

Mossa 3: salite la scala degli aggettivi

Il momento chiave arriva quando il regolamento smette di parlare dell'ex e comincia a parlare dell'autore stesso. Il verso dice:

«bastante ordinaria, estrafalaria»

e poi prosegue: visionaria, rivoluzionaria, straordinaria. E infine, soprattutto, necessaria. Sei aggettivi, tutti al femminile, tutti in «-aria». Una scala di parole che sale come quella del musical, gradino dopo gradino.

Fate attenzione all'ordine. Si parte dal basso: «ordinaria», cioè volgare, l'insulto che ti lanciano a scuola. Poi «estrafalaria», stravagante, quello che ti dicono quando ti metti qualcosa che non si abbina. Da lì si sale. E poi il gioco di parole: «extraordinaria» è «ordinaria» con un «extra» davanti. Lo stesso primo gradino, ma con le paillettes. In cima, l'ultima parola, quella che conta: necessaria.

«È la battuta ed è la verità, tutte e due insieme», spiega Mike Sain't Louis. Ciò che comincia come insulto finisce come necessità, senza cambiare una lettera: basta aggiungere un prefisso. Come quando la persona più eccentrica del paese sale sul palco e, senza cambiare nulla di ciò che è, diventa la stella.

Mossa 4: ascoltate il femminile come un costume

Tutti quegli aggettivi sono al femminile, anche se parlano di un uomo. Nel suo articolo l'artista ricorda di averne già scritto altrove: per lui il femminile funziona come un abito di scena, qualcosa che si indossa con orgoglio e ironia, nella migliore tradizione camp. In spagnolo come in italiano il gioco si sente subito, e per un ascoltatore italiano è uno dei piaceri più immediati del brano: la grammatica stessa si mette le piume.

Mossa 5: cercate la paura sotto le paillettes

Ultimo passo, il più serio. Secondo l'autore, la regola più importante della canzone non è quella sull'ex, ma quella sulla paura. Ricordate l'immagine d'apertura: qualcuno che scende la scala senza chiedere scusa di esistere. Il brano è comico, ma sotto le piume c'è questo. Riascoltatelo pensando a chi, per anni, ha imitato la vedette solo chiuso in camera.

Perché interessa al pubblico italiano

L'Italia conosce bene il varietà, le sue scale e le sue soubrette, e conosce altrettanto bene il gusto del doppio senso. «En un musical gay» parla quella lingua. In più, il racconto di Mike Sain't Louis offre uno sguardo concreto su come si lavora oggi con l'intelligenza artificiale senza perdere l'autorialità: i testi sono suoi, la musica e l'interpretazione vocale sono generate con l'IA, usata come strumento di produzione e arrangiamento.

Dove ascoltare

«En un musical gay» e l'intero catalogo di PLANETA GAYFOLK, 273 singoli e oltre 280 videoclip pubblicati in circa due anni di lavoro, si ascoltano e si scaricano gratis su https://mikesaintlouis.com, ognuno con il proprio testo completo. La musica è disponibile anche su Spotify, Deezer e sulle principali piattaforme. L'articolo completo è sul blog: https://mikesaintlouis.com/blog/ordinaria-y-muy-necesaria-el-musical-gay-como-autorretrato

Chi è Mike Sain't Louis

Paroliere, compositore, produttore e direttore artistico, Mike Sain't Louis guida da Madrid la sua etichetta indipendente, che porta il suo stesso nome, senza case discografiche né intermediari. Artista indie alternativo e autoproclamato «primo cantautore IA», ha costruito PLANETA GAYFOLK attorno a una trilogia, da «Descubierto un nuevo planeta llamado GAYFOLK» a «Ojalá se pudiera viajar a GAYFOLK» fino a «El día de la liberación», il viaggio verso un pianeta dove ognuno può vivere com'è. Pop alternativo queer, elettropop, copla e ballata, in spagnolo e anche in inglese, francese e portoghese. Nel 2024 «Tan Cateto» è diventata virale su TikTok.

Contatti stampa

E-mail: info@mikesaintlouis.com Sito ufficiale: https://mikesaintlouis.com Instagram: @planetagayfolk