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«Prima del suono c'è un colore»: Mike Sain't Louis spiega come si costruisce l'estetica di oltre 280 videoclip senza una produzione alle spalle

In questa intervista l'artista indie alternativo di Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA» parla di immagini, colori e ritmo visivo partendo da due canzoni: la rumba di «Verde» e il grido finale de «El día de la liberación»

Mike Sain't Louis seduto su una terrazza bianca, camicia di lino azzurro chiaro sbottonata, braccia tatuate, con un ulivo in vaso alla sua sinistra e il mare blu e le colline sullo sfondo.
Mike Sain't Louis su una terrazza affacciata sul Mediterraneo, camicia di lino azzurra e un ulivo in vaso accanto: luce piena, mare e colline sullo sfondo.

Madrid, 25 ottobre 2026. Più di 280 videoclip in circa due anni. È il numero che sorprende di più nel percorso di Mike Sain't Louis, artista indie alternativo con base a Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA». Più video che singoli, che sono 273. Mike scrive tutti i suoi testi, dirige la produzione e affida musica e interpretazione vocale all'intelligenza artificiale; è anche direttore artistico e CEO della propria etichetta indipendente, senza discografica né intermediari. Gli abbiamo chiesto come si pensa l'immagine di un catalogo così vasto, e che cosa c'entrano i colori con le parole.

Un catalogo che si guarda

Più di 280 videoclip. Perché tanti?

Perché oggi molta gente una canzone la incontra prima con gli occhi che con le orecchie. Scorri, vedi un'immagine, ti fermi. Se l'immagine non ti trattiene, la canzone non arriva mai. Per un artista senza ufficio stampa né budget pubblicitario, il video è il modo di bussare alla porta.

Come nasce l'immagine di una canzone?

Quasi sempre dal testo. Scrivo, e mentre scrivo vedo già dei colori, un posto, una luce. Io parto sempre dalla parola, ma la parola mi porta una scena. La direzione artistica per me è questo: fare in modo che quello che si vede non tradisca quello che si dice.

«Verde»: quando il titolo è già un colore

Prendiamo «Verde». Il titolo è un colore.

Sì, e non è un caso. È una rumba, con chitarre, cajón, battiti di mani e una piazza che si riempie di un profumo speciale. Il testo è un'ode alla pianta che cresce in un angolo del giardino, e c'è un verso che strizza l'occhio a una delle frasi più famose della poesia spagnola:

verde que te quiero verde

Chi conosce Lorca sorride. Chi non lo conosce sente comunque una festa. Quando una canzone si chiama «Verde», il lavoro visivo ha già una bussola: il colore è il primo personaggio.

È una canzone allegra, ma anche provocatoria.

Lo è. Nel testo si dice che la vita è più bella con l'erba legale. Io non faccio propaganda, racconto una festa di quartiere con la sua allegria e la sua luna complice. Nel mio pianeta si può parlare di tutto, con ironia e senza chiedere permesso.

«El día de la liberación»: un ritornello che è già una scena

«El día de la liberación» dà il titolo al terzo album della trilogia. Che immagine ha in mente?

Una giornata di sole dopo una tempesta lunga. La canzone dice:

Hoy es el día de la liberación

È il giorno in cui c'è un vincitore, e non è il manipolatore. Le ferite smettono di sanguinare. E poi c'è l'ironia, perché senza ironia non sarei io: l'altro adesso che si faccia cucinare da sua madre o si nutra con un tubo di patatine, mentre io sono felice a Benidorm. A un certo punto arriva anche un gioco di parole che trasforma il mito in vomito e riassume una relazione intera in un soffio.

Visivamente, come si rende la liberazione?

Con la luce. Nella trilogia c'è un viaggio: si scopre un pianeta, si desidera andarci, e alla fine ci si arriva. L'ultimo capitolo deve essere il più luminoso. Benidorm, il mare, il sole: non sono cartoline, sono il contrario del buio da cui si esce.

Lavorare da soli, scegliere tutto

Senza una squadra di produzione, come si mantiene una coerenza estetica?

Con tante rinunce. Per la musica scelgo tra molte versioni, a volte decine, e con le immagini è uguale: scarto molto più di quello che pubblico. Mi chiedo sempre se un'immagine racconta la stessa cosa del testo o se si mette a fare la protagonista. Se il vestito si vede più della persona, qualcosa è andato storto. Vale per la musica e vale per i video.

C'è un'estetica PLANETA GAYFOLK?

È camp, ma consapevole. Esagerata quando serve, quieta quando serve. Dal glitter della pista alla spiaggia d'inverno. L'importante è che chi guarda capisca subito di essere sul mio pianeta.

Il fatto che la musica nasca con l'intelligenza artificiale cambia il modo di pensare le immagini?

Cambia il ritmo, non il punto di partenza. Generare è veloce, scegliere no. Una canzone può esistere in poche ore, ma decidere che faccia deve avere, che luce, che colore, richiede tempo. In due anni ho imparato che la velocità della macchina non è un obiettivo per me. Io vado alla velocità di una persona, e le immagini anche. Preferisco un video in meno a un video che non mi somiglia.

Perché può interessare in Italia

La cultura visiva italiana, dal cinema alla moda, ha un rapporto antico con il colore e con l'immagine come racconto. Il lavoro di Mike Sain't Louis mostra come un artista indipendente, senza produzioni alle spalle, possa costruire un immaginario coerente partendo dalla parola scritta. Il riferimento a Lorca in «Verde», poi, parla a un pubblico che conosce e ama la poesia spagnola anche in traduzione.

Dove vedere, ascoltare e scaricare

Le canzoni di Mike Sain't Louis, «Verde» ed «El día de la liberación» comprese, si ascoltano e si scaricano gratis su mikesaintlouis.com, ognuna con il proprio testo. Il catalogo è anche su Spotify, Deezer e sulle principali piattaforme.

Informazioni su Mike Sain't Louis

Mike Sain't Louis è un autore indie alternativo di Madrid che si definisce «il primo cantautore IA». Con la sua etichetta indipendente ha pubblicato in circa due anni 273 singoli e più di 280 videoclip sotto il nome di PLANETA GAYFOLK, un pop alternativo queer pieno di humour, camp e verità, che va dall'elettropop alla copla. Le sue canzoni parlano di amore, ex, vicine pettegole, liberazione e salute mentale, e danno visibilità all'abuso narcisistico e psicologico.

Contatti stampa

E-mail: info@mikesaintlouis.com Sito: https://mikesaintlouis.com Instagram: @planetagayfolk