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Il sole e la luna nello stesso cielo: cronaca di un ascolto di «Sol e Lua», il brasile immaginato da Mike Sain't Louis
Un cowboy sertanejo con il fidanzato, due toreri abbracciati davanti a una favela, una strada che si mette a ballare: il videoclip in portoghese dell'artista indie alternativo madrileno che si definisce «il primo cantautore IA»

Madrid, 25 ottobre 2026. Premo play alle sette di sera, con la luce già bassa, e la prima cosa che vedo è un'impossibilità: un sole arancione che tramonta a sinistra e, in alto a destra, una luna piena bianca. Stanno nello stesso cielo, sopra una campagna con le palme. Sotto, due uomini si guardano e ridono. Sono passati tre secondi e ho già capito che «Sol e Lua» non chiede il permesso a nessuno, nemmeno all'astronomia.
Il brano è di Mike Sain't Louis, artista indie alternativo con base a Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA». Scrive tutti i suoi testi; la musica e l'interpretazione vocale sono generate con l'intelligenza artificiale, che usa come strumento di produzione e arrangiamento. La voce che ascolto non è la sua, ma le parole, l'idea e la regia sì. È anche produttore, direttore artistico e CEO della sua etichetta indipendente, MIKE SAIN'T LOUIS. In circa due anni ha costruito PLANETA GAYFOLK: 273 singoli e oltre 280 videoclip.
Una lingua che porta il caldo
Il titolo è in portoghese, e non è un caso isolato nel suo catalogo: ci sono anche «Que isso» e «Pura magia». Il pianeta di Mike è nato a Madrid ma non parla una lingua sola. Il castigliano domina, l'inglese ritorna spesso, il portoghese arriva di rado e quando arriva, scrive lui sul suo blog, porta calore, ritmo di strada e una dolcezza che in spagnolo gli costerebbe di più.
La frase che torna più volte, «Sol e lua dança na rua», si capisce quasi senza conoscere la lingua: il sole e la luna ballano per strada. È un disegno da bambini, e il video la prende alla lettera. Il clip è uscito su YouTube il 19 aprile 2025 e dura tre minuti e ventitré secondi. Fa parte di «Ojalá se pudiera viajar a GAYFOLK», il secondo disco della trilogia.
Il cowboy che non viene dal West
Prima coppia: un uomo con il cappello di paglia da cowboy e la camicia a quadri rossa e nera, un altro con la camicia di jeans. Camminano su una strada di terra tra le palme, al tramonto. Si prendono per mano, si avvicinano, ridono a bocca spalancata, alzano il pugno come per un gol.
Per capire la scena basta un'informazione, e la dà lui nelle etichette del video: #SertanejoGay, #SertãoQueer. Il sertanejo è la musica di campagna brasiliana, quella dei cappelli e delle storie d'amore rurali. Quel cowboy, quindi, non arriva dal Texas: è un vaquero sertanejo. E sul pianeta di Mike il vaquero sertanejo ha il fidanzato.
A un certo punto una nuvola di polveri colorate avvolge i due: giallo, arancione, rosa, verde. Al cowboy resta la faccia macchiata di verde acqua e ridono ancora di più. Mi scopro a sorridere da solo davanti allo schermo. Mike la considera una delle immagini più allegre di tutto il suo universo, e non faccio fatica a credergli.
Il folclore cambia oceano
Qui si capisce il nome stesso del progetto. GAYFOLK è l'incontro tra gay e folk, tra queer e popolare, tra la pluma e il folclore. In Spagna quel folclore si chiama flamenco, copla, verbena, torero; in «Sol e Lua» attraversa l'oceano e si mette il cappello di paglia. L'idea resta la stessa: la musica di paese, quella di sempre, può raccontare anche l'amore tra due uomini.
Per un ascoltatore italiano è un discorso familiare. Anche da noi la canzone popolare e la tradizione regionale sono state a lungo terreno di coppie obbligatorie e ruoli fissi. Sentire un linguaggio così riconoscibile piegato a un altro tipo di storia fa un certo effetto, senza bisogno di proclami.
Un lampo in bianco e nero, poi la strada
All'inizio, per pochi secondi, il colore sparisce. C'è un'inquadratura sgranata in bianco e nero: due ragazzi in una stanza, uno con occhiali da aviatore, l'altro senza maglietta con la mano alzata. Sembra una foto di festa all'alba, col flash. Dura un attimo, poi si torna nei campi dorati.
Da lì in avanti succede di tutto: un attivista con una maglietta contro la tauromachia, baci davanti a una favela, una strada intera che si mette a ballare, un corteo con gli striscioni. E alla fine l'immagine che chiude il cerchio: di notte, un sole enorme e arancione accanto a una luna crescente, sopra una collina piena di case illuminate. Sotto, due toreri abbracciati, di spalle, a guardare quel cielo impossibile.
Quello che resta dopo l'ascolto
Riascolto il brano tre volte. Mi resta addosso quella coppia di astri che non dovrebbero incontrarsi e invece ballano insieme. Mike, sul blog, non lo spiega come una metafora: dice che nel cielo del suo pianeta il sole e la luna possono stare insieme, e basta. Forse è proprio questo che funziona: non c'è niente da giustificare.
Il resto del suo catalogo va dall'elettropop alla copla, dal pop alternativo alla ballata, in spagnolo ma anche in inglese, francese e portoghese. Parla di amore, ex fidanzati, vicine pettegole, vita queer in Spagna, liberazione e salute mentale. Molti lo hanno scoperto nel 2024 con «Tan Cateto», diventato virale su TikTok. E c'è un filo più serio che lui stesso ha raccontato: con l'aiuto di professionisti trasforma in canzoni anni di relazioni con partner narcisisti, perché chi vive un abuso psicologico si senta visto e creduto.
Dove ascoltarlo
Tutta la musica di Mike Sain't Louis si ascolta e si scarica gratuitamente, con il testo di ogni brano, su https://mikesaintlouis.com, dove c'è anche la pagina del video di «Sol e Lua» da mettere in pausa scena per scena. È disponibile anche su Spotify, Deezer e sulle principali piattaforme. Il racconto completo del clip è sul suo blog: https://mikesaintlouis.com/blog/un-sol-y-una-luna-sobre-la-favela-sol-e-lua-y-los-toreros-que-se-besan-en-planeta-gayfolk
Chi è Mike Sain't Louis
Paroliere e produttore di Madrid, artista indie alternativo che si autodefinisce «il primo cantautore IA». Gestisce in proprio la sua etichetta, firma ogni testo e dirige i suoi videoclip; la trilogia GAYFOLK, da «Descubierto un nuevo planeta llamado GAYFOLK» a «El día de la liberación», racconta il viaggio verso un pianeta dove ognuno può vivere come è. Instagram: @planetagayfolk.
Contatti stampa
E-mail: info@mikesaintlouis.com Sito ufficiale: https://mikesaintlouis.com