Skip to content
← All press releases

Italia ·

Dieci per cento vero, novanta per cento falso: ho ascoltato le canzoni di Mike Sain't Louis con un dizionario dei bugiardi in mano

Cronaca di un ascolto guidato dall'ultimo testo sul blog dell'artista indie alternativo madrileno che si presenta come «il primo cantautore IA»: da «Doña Rogelia» a «Gaslighting», le parole spagnole per dire che qualcuno mente, e da dove vengono

Uomo dai capelli neri ricci e barba, in camicia di lino azzurro chiaro, in piedi su una terrazza bianca; dietro di lui il mare Mediterraneo e una linea di costa sotto un cielo luminoso.
Mike Sain't Louis su una terrazza bianca affacciata sul Mediterraneo, in camicia di lino azzurra, con il mare e la costa alle spalle.

Madrid, 25 ottobre 2026.

Ho cominciato da una riga sola, letta prima ancora di premere play: «Liante, farsante, comercial de saldo». Imbroglione, impostore, venditore di fondi di magazzino. È così che si apre la descrizione del personaggio centrale di «Doña Rogelia», il singolo numero 122 del catalogo di Mike Sain't Louis, contenuto nel disco «Ojalá se pudiera viajar a GAYFOLK». L'artista indie alternativo di Madrid, che si presenta come «il primo cantautore IA», ha appena pubblicato sul suo blog un testo che usa quei versi come porta d'ingresso a un'altra stanza: il vocabolario della menzogna nelle sue canzoni.

Ho deciso di ascoltare seguendo quel testo come una mappa, una canzone dopo l'altra, fermandomi ogni volta che compariva una parola nuova per dire «bugiardo». Alla fine il quaderno era pieno. Questa è la cronaca di quel pomeriggio.

Un'etichetta di composizione

La prima cosa che mi ha fatto sorridere è un conto. In «Doña Rogelia» il bugiardo è «diez por ciento verdadero», dieci per cento vero, e il resto falso. Sembra l'etichetta di composizione di un capo d'abbigliamento a buon mercato.

Mike spiega che quel dettaglio comico è in realtà la chiave di qualsiasi inganno che funzioni. Le bugie totali si scoprono subito. Quelle che durano portano dentro un po' di verità, quel tanto che basta per rendere credibile il resto. «Il dieci per cento di verità è l'amo», scrive. Il novanta per cento è quello che ingoi insieme.

Mentre la canzone scorreva, ho notato quanto il lessico sia da negozio di saldi: falsificazione, merce difettosa, reparto resi, coordinatore di mercatino. Il bugiardo diventa un prodotto che non è quello che dice l'etichetta. L'autore lo dice chiaramente: dire che qualcuno ti ha ingannato suona come una tragedia; dire che era un articolo falso al novanta per cento suona come un reclamo al servizio clienti. E a volte, dopo una relazione così, è proprio quello che serve: smettere di vederla come una tragedia e cominciare a vederla come una restituzione.

Le parole vengono dal teatro

Qui il testo diventa quasi una lezione di etimologia, e da italiano mi sono sentito a casa. «Farsante» viene dalla farsa, il breve genere teatrale comico che anche noi conosciamo bene. «Ipocrita» viene dal greco, dove indicava semplicemente l'attore. E «persona», ricorda Mike, viene dal latino, dove era la maschera che gli attori portavano in scena.

Le nostre lingue, insomma, custodiscono un sospetto antico: che recitare e mentire siano parenti stretti. Le canzoni di Mike lo raccolgono spesso. In «Gaslighting» il narratore dice che il teatro dell'altro non ne può più. In «Hipócritas» la descrizione ufficiale del video parla di teatro da quattro soldi.

La parte che mi è piaciuta di più è quella in cui l'artista si guarda allo specchio. «Anch'io, in parte, faccio questo», ammette: scrive personaggi, inventa situazioni, mette frasi in bocca a gente che non esiste. Ogni canzone è una piccola farsa. «La differenza è che il pubblico sa di essere a teatro. E questo cambia tutto.»

Maschere e doppie maschere

Ho proseguito con «Extravaganza». Lì un personaggio, poco a poco, mostra la maschera, e il narratore chiude con un'esclamazione che non ha bisogno di spiegazioni: che sorriso falso. In un'altra canzone qualcuno avverte, con una di quelle frasi da nonna, di stare attenti alla doppia maschera.

Arrivato qui, mi sono accorto che non stavo più seguendo le trame: stavo collezionando sinonimi, come si fa con le figurine. Ascoltate una dopo l'altra, queste canzoni compongono davvero un dizionario: non tanto una storia, quanto un elenco di modi per nominare chi finge. Ed è proprio questo che Mike dichiara di voler fare nel suo testo. Le storie, dice, sono quasi sempre quelle di relazioni in cui qualcuno non diceva la verità. Ma qui gli interessano le parole.

Cosa c'è sotto il gioco

Non è un esercizio solo linguistico. Con un aiuto professionale, Mike trasforma in musica anni di relazioni con partner narcisisti, per dare visibilità all'abuso psicologico e alle sue tracce sulla salute mentale, e perché chi lo vive si senta visto e creduto. Sapere questo cambia l'ascolto: l'ironia del «dieci per cento vero» non è cinismo, è un modo per riprendersi la parola dopo averla vista manipolata.

Mike scrive tutti i suoi testi; la musica e l'interpretazione vocale sono realizzate con l'intelligenza artificiale, che lui dirige come strumento di produzione e arrangiamento. Ascoltando, si sente che il centro è la parola.

Perché ascoltarlo in Italia

Il pubblico italiano ha una lunga familiarità con la canzone d'autore in cui il testo conta quanto la melodia, e con la commedia che smaschera l'impostore. Le canzoni di Mike Sain't Louis, in spagnolo ma anche in inglese, francese o portoghese, parlano quella lingua: umorismo camp, nessuna censura, e una precisione quasi lessicografica nel nominare chi ci ha raccontato bugie. Per chi ha sentito parlare di lui grazie a «Tan Cateto», virale su TikTok nel 2024, è il momento di scoprire il resto.

Dove ascoltare e scaricare

Tutta la musica di Mike Sain't Louis si ascolta e si scarica gratuitamente su https://mikesaintlouis.com, con il testo di ogni canzone. Il testo sul dizionario del bugiardo è sul suo blog: https://mikesaintlouis.com/blog/diez-por-ciento-verdadero-el-diccionario-del-mentiroso-en-mis-letras. Il catalogo è disponibile anche su Spotify, Deezer e le principali piattaforme. Instagram: @planetagayfolk.

Chi è Mike Sain't Louis

Paroliere, compositore e produttore, direttore artistico e CEO della sua etichetta indipendente MIKE SAIN'T LOUIS, l'artista madrileno lavora senza case discografiche né intermediari. In circa due anni ha costruito PLANETA GAYFOLK: 273 singoli, oltre 280 videoclip e la trilogia GAYFOLK, tre dischi pensati come un unico viaggio verso un pianeta dove ognuno può vivere come è. Il suo pop alternativo queer passa dall'electropop alla copla e racconta amori, ex, vicine pettegole, vita queer in Spagna e salute mentale.

Contatti stampa

E-mail: info@mikesaintlouis.com Sito: https://mikesaintlouis.com Instagram: @planetagayfolk