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Aspettavo uno skateboard, ho trovato una duna: ho guardato «Sunset Boulevard» di Mike Sain't Louis fermando ogni inquadratura
Il videoclip dell'artista indie alternativo di Madrid che si definisce «il primo cantautore IA» promette palme e neon e comincia invece in una pineta. Diario di una visione lenta, guidata dalla sua analisi scena per scena

Madrid, 25 ottobre 2026.
Lo ammetto: ho cliccato su «Sunset Boulevard» per colpa della copertina. Un ragazzo vestito di rosa che scende in skateboard lungo un viale di palme mentre il sole tramonta. Una cartolina perfetta. Mi aspettavo di vederla muoversi. E invece lo skateboard, nel videoclip, non compare nemmeno una volta.
Non sono l'unico a essermene accorto. Lo dice per primo l'autore, Mike Sain't Louis, artista indie alternativo di base a Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA», in un lungo testo sul suo blog in cui racconta il video scena per scena. Scrive tutte le sue canzoni; la musica e l'interpretazione vocale sono generate con l'intelligenza artificiale, che usa come strumento di produzione sotto la sua direzione artistica, e i videoclip li dirige lui. Ho deciso di fare come lui: riguardarlo fermandolo ogni pochi secondi, con il suo testo aperto accanto.
Prima, i numeri
Mike ama le coordinate precise, e confesso che mi hanno aiutato a orientarmi. Il video è uscito su YouTube il 6 agosto 2025, un mercoledì, alle dieci e quarantacinque di sera, ora di Madrid. Dura quattro minuti e trentotto secondi, che per i suoi standard è lungo. La canzone appartiene a «Ojalá se pudiera viajar a GAYFOLK», il secondo disco della trilogia GAYFOLK, ed è la traccia 111 delle 273 del catalogo, tra «Sonne und Wind» e «Mirror». Nella lista dei video del canale occupa il posto 120, subito dopo «Goodbye».
Un'avvertenza che apprezzo: il testo della canzone non è ancora pubblicato sul sito, e Mike non cita versi. Il suo racconto parla solo di ciò che si vede, separando quello che c'è sullo schermo da quello che lui ci legge. Farò lo stesso.
Una pineta al posto di Los Angeles
Il primo fotogramma è un bosco. Una pineta alta, tronchi dritti, luce che entra di lato. Sopra, in lettere gialle da macchina da scrivere, il nome dell'artista in alto a sinistra e il titolo in basso a destra, spezzato in due righe: «SUNSET» e «BOULEVARD». Nessun brillio, quasi un documentario naturalistico.
Qui ho capito il gioco. Il titolo promette neon, auto d'epoca e palme; il video mostra prima un bosco silenzioso. «Il viale arriverà, ma tardi, e non arriverà da solo», scrive Mike. Mi è piaciuto sentirmi preso in giro con tanta eleganza.
Le impronte sulla duna
Il secondo piano è quello che lui stesso considera il più bello del clip, e ha ragione. Una duna enorme di sabbia chiara, con la cresta che taglia l'immagine in diagonale e l'ombra azzurrina dall'altro lato. Sul pendio sale una piccola figura in un vestito bianco di garza. Non le vediamo il viso: è di spalle, i capelli raccolti, e dietro di lei una fila di impronte scende fino al bordo dell'inquadratura.
Nient'altro. Né mare, né sentiero, né qualcuno ad aspettarla in cima. Solo la fatica di salire e la traccia che resta. Mike la legge come il ritratto di qualcuno che si allontana da qualcosa, che resta sola nel paesaggio e non si volta. Ho tenuto il fotogramma fermo a lungo. Le impronte, nota lui, sono l'unica cosa che il video lascia immobile: da lì in poi tutto si muove.
La ballerina e il vento
La figura della duna diventa il filo del video. Più volte si torna su dune basse vicino alla costa, con monti sullo sfondo e macchia sul pendio, dove una ballerina in un vestito di garza color crema danza da sola. A volte lontana, mentre gira sulla cresta. A volte vicinissima, con il tessuto sollevato dal vento fino a coprirle la testa, così che restano solo le gambe e una nuvola di stoffa.
C'è un salto con una gamba piegata in cui la garza forma una specie di vela sopra di lei, e un momento sulle punte, braccia aperte, con il tessuto che le fluttua dietro come un mantello. Sempre sola, sempre con il cielo pulito, e la sabbia con le ondulazioni che lascia il vento quando nessuno la calpesta.
Intorno a lei, altri ritratti tranquilli: una ragazza dai capelli lunghi in abito a spalline che guarda il mare dagli scogli, un'altra in top e gonna che alza le braccia mentre passano degli uccelli, un'altra ancora sdraiata, la testa all'indietro e gli occhi chiusi. Luce grigia o dorata, nessun oggetto che le collochi in una città. Mike lo dice benissimo: se il titolo non fosse Sunset Boulevard, chiunque penserebbe a un video su una costa selvaggia.
Finalmente, il viale
E poi, presto, arriva il viale. Un ragazzo in giacca nera, di spalle, in piedi in mezzo a una strada dritta fiancheggiata da palme altissime. È qui che la promessa della copertina comincia a mantenersi, anche se non nel modo che mi aspettavo. Il racconto di Mike prosegue oltre, tra sabbia, erba, acqua e fuoco, verso quella sfilata di dive tra le fiamme e quella fisarmonica sull'erba che dà il titolo al suo articolo. Non vi rovino il resto: vale la pena scoprirlo con il video sotto gli occhi.
Perché lo consiglio a chi legge in Italia
Chi è cresciuto con il Mediterraneo davanti riconoscerà subito quella luce: dune, macchia, scogli, tramonti che sembrano non finire. «Sunset Boulevard» prende un nome che evoca Hollywood e lo riempie di un paesaggio che potrebbe essere a due passi da casa nostra. E Mike Sain't Louis, con il suo pop alternativo queer, camp e senza censure, che va dall'electropop alla copla e alla ballata, dimostra che anche un videoclip si può leggere come un testo, inquadratura dopo inquadratura.
Dove ascoltarlo e guardarlo
«Sunset Boulevard» e tutto il catalogo di PLANETA GAYFOLK — 273 singoli e oltre 280 videoclip, costruiti in circa due anni — si ascoltano e si scaricano gratis su https://mikesaintlouis.com, dove c'è anche una sala video. La musica è disponibile anche su Spotify, Deezer e le principali piattaforme. L'analisi completa, sul suo blog: https://mikesaintlouis.com/blog/un-desfile-de-divas-entre-llamas-y-un-acordeon-en-la-hierba-el-videoclip-de-sunset-boulevard-escena-a-escena
Chi è Mike Sain't Louis
Paroliere, compositore, produttore e direttore artistico, Mike Sain't Louis guida da Madrid la sua etichetta indipendente, MIKE SAIN'T LOUIS, senza case discografiche né intermediari. Si definisce «il primo cantautore IA»: le parole, le idee e la regia sono sue. La trilogia GAYFOLK racconta il viaggio verso un pianeta dove ognuno può vivere come è. Nel 2024 «Tan Cateto» è diventata virale su TikTok.
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