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Una serra per l'inverno: perché nei giorni corti scrivo meno, riposo di più e non mi sento in colpa

Nel giorno del cambio dell'ora, Mike Sain't Louis, artista indie alternativo di Madrid e «primo cantautore IA», firma una tribuna sul lavoro creativo quando la luce si accorcia, tra la copla di «Voy a olvidarme de ti» e il cuore in corsa di «Como a mi chihuahua»

Mike Sain't Louis con camicia di lino verde oliva e braccia incrociate, in piedi dentro una serra con struttura in ferro e vetro, circondato da grandi foglie e palme, illuminato da una luce calda.
Mike Sain't Louis in una serra piena di piante, camicia verde oliva e braccia incrociate: un posto dove le cose crescono anche quando fuori fa freddo.

Madrid, 25 ottobre 2026. Tribuna firmata da Mike Sain't Louis, artista indie alternativo con base a Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA». Scrive tutti i testi del progetto PLANETA GAYFOLK — 273 singoli e più di 280 videoclip in circa due anni — e affida musica e interpretazione vocale all'intelligenza artificiale, che dirige dalla sua etichetta indipendente.

Stanotte, alle tre, gli orologi hanno deciso che erano le due. Succede ogni ultima domenica di ottobre, e ogni anno mi trova impreparato. Lo smartphone si corregge per conto suo, gli elettrodomestici no, e per qualche giorno vivo con due orari diversi sotto lo stesso tetto.

Ma non voglio parlare dell'ora regalata. Voglio parlare di quello che viene dopo. Da questa settimana, a Madrid, il pomeriggio si spegne poco dopo le sei. A fine dicembre il sole uscirà dopo le otto e mezza. Per qualche mese, la luce del giorno starà dentro un orario d'ufficio. E io, lo confesso, me ne accorgo prima nel corpo che nel calendario.

Quello che il buio fa al mio lavoro

Non sono uno psicologo e non pretendo di spiegare a nessuno che cosa gli succede. Racconto quello che succede a me. In autunno faccio più fatica a partire. Il divano mi chiama alle sette di sera come se fossero le undici. La testa diventa più lenta, più grigia. Non è una tragedia, ma non è nemmeno niente.

Ho letto un po' di quello che dice la scienza, raccontato in modo semplice. Il corpo funziona con un orologio interno che si regola grazie alla luce, soprattutto quella del mattino. Quando la luce arriva tardi, poca o quasi sempre artificiale, quell'orologio può sfasarsi. E c'è una differenza importante, che in rete si confonde spesso: un calo lieve, che tanta gente sente in questa stagione, non è la stessa cosa di un disturbo affettivo stagionale. Se la tristezza dura settimane e toglie la voglia di tutto, non serve una canzone: serve un professionista. Lo dico perché a me l'aiuto professionale è servito, e lo dico senza vergogna.

La macchina non si stanca, io sì

C'è un dettaglio del mio mestiere che in inverno pesa di più. Il programma con cui genero la musica non conosce il buio delle cinque e mezza. Non sbadiglia, non ha freddo, non guarda fuori dalla finestra. Se glielo chiedo, continua a propormi alternative per tutta la notte, sempre fresco, sempre disponibile.

Il rischio è contagiarsi. Quando una versione nuova è a un clic, il clic diventa un'abitudine e l'abitudine un obbligo. In inverno me ne accorgo prima: se dopo cena sto ancora confrontando due ritornelli che non so più distinguere, il problema non è la canzone. Sono io che ho smesso di ascoltare e ho cominciato a timbrare il cartellino.

Così, nei mesi corti, ho riscritto le mie regole. Scrivo finché c'è luce naturale, quando posso. Le decisioni delicate le rimando al mattino, quando l'orecchio è pulito. E la sera, se sono stanco, chiudo tutto senza chiedere scusa a nessuno. Un essere umano non deve gareggiare con la resistenza di un software.

Due canzoni per i mesi bui

Ci sono due mie canzoni che in questa stagione riascolto spesso, e non per vanità.

La prima è «Voy a olvidarme de ti». Ha il passo di una copla: qualcuno che promette di dimenticare un «ti amo» dalla notte alla mattina, di spegnere un fuoco che brucia dentro, di tagliare una rosa che ferisce con la sua spina. E il ritornello è una decisione presa a denti stretti:

Voy a olvidarme de ti

Anche se costa la vita, dice la canzone, anche se si perde la partita. In inverno quella promessa mi sembra più vera: è la stagione in cui si fa ordine, in cui si chiudono porte per stare al caldo.

La seconda è «Como a mi chihuahua», ed è quasi l'opposto. Comincia con una spiegazione: perché non guardo il telegiornale, perché le ingiustizie mi colpiscono tanto, perché delle disgrazie importanti preferisco sapere da Twitter due mesi dopo. È un modo un po' comico di confessare che certe notizie, nei giorni bui, mi pesano troppo. Poi la canzone cambia strada e diventa una domanda d'amore, con un cuore che batte a mille come quello di un chihuahua. E si chiude così:

tu risa es el antídoto contra mi soledad

Ecco, credo che sia questa la mia ricetta per l'inverno: proteggersi da ciò che toglie le forze e cercare le risate che le restituiscono.

Perché lo scrivo anche per chi legge in Italia

L'autunno arriva per tutti, anche se la luce non cala allo stesso modo ovunque. Chi lavora con la creatività, in Italia come in Spagna, conosce la tentazione di produrre sempre, soprattutto ora che gli strumenti digitali non si fermano mai. Vorrei che questa tribuna servisse a una sola cosa: ricordare che riposare non è tempo perso, è parte del mestiere. E che una canzone, a volte, può essere una piccola serra dove le cose continuano a crescere mentre fuori fa freddo.

Dove trovare le canzoni

«Voy a olvidarme de ti», «Como a mi chihuahua» e tutto il mio catalogo si ascoltano e si scaricano gratis su mikesaintlouis.com, con il testo completo di ogni canzone. Si trovano anche su Spotify, Deezer e sulle principali piattaforme.

Informazioni su Mike Sain't Louis

Mike Sain't Louis è paroliere, compositore, produttore, direttore artistico e CEO dell'etichetta indipendente MIKE SAIN'T LOUIS. Artista indie alternativo di Madrid, si presenta come «il primo cantautore IA» e firma la trilogia GAYFOLK, un viaggio in tre album verso un pianeta dove ognuno può vivere com'è. Il suo pop alternativo queer passa dall'elettropop alla copla e alla ballata, e affronta senza filtri amore, disamore, liberazione e salute mentale.

Contatti stampa

E-mail: info@mikesaintlouis.com Sito ufficiale: https://mikesaintlouis.com Instagram: @planetagayfolk