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Un verso nascosto in fondo alla pista: in «Malena» Mike Sain't Louis risponde a chi lo chiama «algoritmo» imitando una diva

L'artista indie alternativo di Madrid, che si presenta come «il primo cantautore IA», spiega sul suo blog perché un brano da discoteca dedicato a Malena Gracia contiene la sua risposta più seria. E tra le dive dello specchio del bagno c'è anche Raffaella Carrà

Uomo con capelli neri ricci e barba corta, gilet di jeans nero senza maniche sopra una maglietta grigio chiaro, braccio tatuato e mano in tasca, in piedi davanti a un edificio industriale di mattoni rossi con grandi finestre, in una giornata di sole, mentre guarda verso l'obiettivo voltandosi.
Mike Sain't Louis davanti a una vecchia fabbrica di mattoni rossi, gilet di jeans nero e sguardo oltre la spalla.

Madrid, 25 ottobre 2026

Per più di tre minuti «Malena» è soltanto una festa: un club, una porta che si apre, una donna che entra e la sala cambia temperatura. Poi, quasi alla fine, quando le braccia sono già alzate, arriva un verso che con la palla a specchi non c'entra niente: «Aunque para ti solo soy un algoritmo», anche se per te sono solo un algoritmo. È la curiosità che Mike Sain't Louis, artista indie alternativo con base a Madrid che si definisce «il primo cantautore IA», ha deciso di spiegare sul suo blog. Perché quel verso, nascosto in fondo alla pista, è la risposta più seria che abbia mai scritto.

Un omaggio con un secondo destinatario

«Malena», che mescola un inglese da dancefloor e uno spagnolo da bancone «come due cocktail che nessuno ha chiesto insieme», è dichiaratamente un omaggio a Malena Gracia, volto che in Spagna tutti ricordano in uno studio televisivo con più paillettes della scenografia. Ma rileggendo il testo l'autore si è accorto che l'omaggio ha un destinatario secondario: qualcuno che non sta in pista, che guarda da fuori a braccia conserte e sostiene che tutto questo l'abbia fatto una macchina.

A quella persona la canzone risponde. E risponde, scrive Mike Sain't Louis, nel modo più queer possibile: non con argomenti, ma con una diva.

Lo specchio del bagno

Il ritornello, «Yo quiero ser, ser como Malena Gracia», nasce da una tradizione che tanti conoscono e pochi confessano: mettersi davanti allo specchio del bagno, con la spazzola come microfono, e diventare un'altra per quattro minuti. Nel suo racconto l'elenco delle dive è preciso: Rocío Jurado al Florida Park, Malena Gracia che entra in uno studio come se fosse suo e il presentatore un ospite, e Raffaella Carrà che muove il caschetto in prima serata sulla televisione pubblica spagnola.

Il dettaglio decisivo, per l'autore, è un verbo. La canzone non dice «voglio stare con lei» né «la voglio per me». Dice essere. «In quella differenza c'è mezza storia della cultura gay del mio paese», scrive: crescere senza modelli che ti somiglino e cercarli dove c'era luce. Nelle cantanti di copla, nelle vedette, nelle presentatrici del sabato sera, nelle donne che la tv trattava da esagerate e che molti ragazzi guardavano come manuali di istruzioni.

Il telecomando come mappa

«Molti di noi non hanno avuto il poster di un calciatore», sintetizza Mike Sain't Louis. «Abbiamo avuto il telecomando.» Quel telecomando insegnava che esistevano donne capaci di entrare in una stanza e far sì che fosse la stanza ad adattarsi a loro. Per un ragazzino effeminato in un quartiere dove certe movenze si pagavano in cortile, racconta, quella non era frivolezza: era un'informazione di sopravvivenza. Una mappa.

Per questo, quando la canzone dice «voglio essere come lei», lui non lo legge come il capriccio di un fan, ma come ciò che si faceva tutti: copiare l'atteggiamento di qualcuno più forte finché quell'atteggiamento non diventava proprio.

Desiderare o diventare

Le canzoni da discoteca parlano di solito di desiderio: ti vedo, ti voglio, baciami fino all'alba. «Malena» ne ha, perché il club funziona a desiderio come un'auto funziona a benzina: baci chiesti, stelle, inviti a ballare. Ma il suo centro di gravità è un altro, l'identificazione. Secondo l'autore, la cultura etero della discoteca si regge sul primo verbo, mentre quella queer, quella vera, quella di Chueca alle quattro del mattino, si regge spesso sul secondo. In pista non si va a sedurre la diva: si va a diventarla, per la durata di una canzone.

Il nome ripetuto nel ritornello, Malena Gracia, Malena Gracia, non è pigrizia da hook. È un incantesimo. Più volte lo pronunci, più ti avvicini a lei. Lo stesso meccanismo, ricorda l'autore, torna in un altro suo brano, «Kaaa-miga», che si chiude citando La Veneno: la frase della diva diventa la tua frase, e la usi come uno scudo da tirare fuori quando serve.

La risposta a chi dice «algoritmo»

Ed ecco perché il verso finale conta. Mike Sain't Louis scrive tutti i suoi testi; musica e interpretazione vocale sono generate con l'intelligenza artificiale, uno strumento di produzione e arrangiamento che lui dirige, mentre parola, idea e direzione artistica restano sue. A chi lo riduce a un algoritmo, «Malena» non oppone un saggio sull'autorialità. Oppone la stessa strategia imparata da ragazzino davanti allo specchio: indossare l'atteggiamento di una diva come una giacca con le spalline. Una risposta che sembra una sciocchezza da discoteca e che, scrive lui, è la più seria che ha.

Perché interessa al pubblico italiano

In Italia la figura della showgirl televisiva, e quella di Raffaella Carrà in particolare, occupa da decenni un posto speciale nell'immaginario queer. Ritrovarla citata da un autore madrileno, nello stesso elenco di dive spagnole, offre al pubblico italiano un ponte immediato verso un repertorio che va dall'electropop alla copla, dal pop alternativo alla ballata, con humour e camp.

Dove ascoltare e scaricare

«Malena», con il testo completo, si ascolta e si scarica gratis su https://mikesaintlouis.com, come l'intero catalogo PLANETA GAYFOLK: 273 singoli e oltre 280 videoclip realizzati in circa due anni. È disponibile anche su Spotify, Deezer e sulle principali piattaforme. L'articolo originale, sul suo blog: https://mikesaintlouis.com/blog/aunque-para-ti-solo-soy-un-algoritmo-copiar-a-una-diva-en-malena

Chi è Mike Sain't Louis

Paroliere, compositore, produttore e direttore artistico, Mike Sain't Louis guida da Madrid la propria etichetta indipendente, MIKE SAIN'T LOUIS, senza case discografiche né intermediari. Si presenta come «il primo cantautore IA» e firma un pop alternativo queer sfacciato e senza censure, in spagnolo e anche in inglese, francese o portoghese. La sua trilogia GAYFOLK racconta il viaggio verso un pianeta dove ognuno può vivere com'è. Nel 2024 «Tan Cateto» è diventato virale su TikTok.

Contatti stampa

Sito ufficiale: https://mikesaintlouis.com E-mail: info@mikesaintlouis.com Instagram: @planetagayfolk