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Si dice che: istruzioni per ascoltare «Canguros», la canzone d'addio che Mike Sain't Louis ha travestito da festa al neon

Una guida in sei passi per entrare nel brano dell'artista indie alternativo di Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA»: dalla copertina anni Ottanta ai pettegolezzi cosmici, fino al nodo di chi sa partire ma non sa salutare.

Uomo con capelli neri ricci e barba corta, camicia di lino verde oliva e braccia tatuate incrociate, guarda dritto nell'obiettivo all'interno di una serra con struttura in ferro e vetro, circondato da piante tropicali illuminate dal sole.
Mike Sain't Louis in una serra di ferro e vetro, tra piante tropicali illuminate dal sole: un riparo luminoso, come il faro che apre «Canguros».

Madrid, 25 ottobre 2026.

Un tizio con barba, occhiali da sole e una giacca da tuta dai colori anni Ottanta vola in orizzontale sopra una città piena di palme, il pugno in avanti come un supereroe da videoteca. Intorno a lui volano dei canguri, anche loro con gli occhiali da sole. Dietro, un enorme sole a strisce, cielo rosa e il titolo in lettere al neon giallo e fucsia. È la copertina di «Canguros», brano di Mike Sain't Louis, artista indie alternativo di Madrid che si definisce «il primo cantautore IA». Chi la guarda si aspetta una hit da sagra di paese. Chi preme play trova una delle canzoni d'addio più tenere del suo catalogo. Ecco come ascoltarla, passo dopo passo, seguendo il testo che l'autore le ha appena dedicato sul suo blog.

Prima di cominciare: il contesto

«Canguros» fa parte di «Ojalá se pudiera viajar a GAYFOLK», il secondo disco della trilogia con cui Mike Sain't Louis ha costruito PLANETA GAYFOLK: 273 singoli e oltre 280 videoclip, realizzati in circa due anni di lavoro. Il testo, come tutti i suoi testi, lo scrive lui; la musica e l'interpretazione vocale sono prodotte con l'intelligenza artificiale, uno strumento che dirige come produttore e direttore artistico della sua etichetta indipendente, MIKE SAIN'T LOUIS. Senza case discografiche alle spalle, senza intermediari.

Servono circa tre minuti di tempo, il testo della canzone aperto accanto (lo si trova gratis sul suo sito) e un po' di disponibilità a farsi spiazzare.

Passo 1: guardate la copertina, poi dimenticatela

Il primo consiglio è osservare bene l'immagine: neon, sintetizzatori immaginari, palme da Miami, un volo da fumetto. Poi lasciarla andare. L'autore stesso racconta che il contrasto è voluto. «La copertina promette una festa nello spazio e il testo ti fa sedere su un molo di legno a guardare l'orizzonte», scrive. Tenere a mente questo scarto rende l'ascolto molto più interessante.

Passo 2: contate i «dicen que»

All'inizio il testo mette in fila tre frasi che cominciano allo stesso modo: «dicen que», cioè «si dice che». Si dice che il mondo abbia un limite. Si dice che ci sia un faro nella baia. Si dice che, seguendo una stella, si finisca su una barca di legno.

Contatele mentre ascoltate. Nessuno dice chi lo dica: niente fonti, niente testimoni, nessuna nonna con nome e cognome. Mike Sain't Louis la chiama «la grammatica del pettegolezzo», la stessa della fila dal macellaio o della chat di famiglia: si dice che aumenteranno l'affitto, si dice che quella del quarto piano si sia separata. Ed è anche la grammatica delle leggende. «Due cose cugine», scrive, «storie che passano di bocca in bocca e che nessuno si prende la briga di verificare, perché il bello è raccontarle».

Passo 3: cercate gli strumenti per orientarsi

Al secondo ascolto, fate attenzione alle immagini. Il limite del mondo, il faro, la stella: servono tutte a orientarsi. Ti dicono fin dove puoi arrivare, dov'è la costa, verso dove andare. E il risultato è una barca di legno, l'immagine più antica che esista di qualcuno che parte.

Notate anche cosa manca: schermi, app, aeroporti. È un paesaggio da porto vecchio, da fiaba letta da bambini. Il gesto del pettegolezzo di quartiere viene usato, dice l'autore, «per fare cosmologia».

Passo 4: aspettate il ritornello e la prima persona

Nel ritornello l'elenco delle dicerie si interrompe e compare, finalmente, un «io». Torna il richiamo del mare, quella musica di fondo che obbliga a partire, e arriva la frase più secca della canzone: «Me tengo que ir». Devo andare. Quattro parole, nessuna spiegazione: non dice perché, né dove, né per quanto.

Subito dopo arriva il nodo che giustifica l'intera canzone: «No me puedo despedir». Non riesco a salutarti. Chi parla sa che deve andarsene, lo ha accettato, lo dice chiaramente. Ma appena vede l'altro davanti a sé, si blocca. Può partire. Non sa dire addio.

Passo 5: rimettete insieme copertina e testo

All'ultimo ascolto, tornate alla copertina. Secondo Mike Sain't Louis le due cose raccontano la stessa storia da posti diversi. Il supereroe che vola col pugno in avanti sta scappando verso qualche luogo, proprio come la barca. Uno è veloce, l'altra lenta, ma tutti e due se ne vanno. E in entrambe le immagini c'è qualcuno che resta a terra a guardare l'altro farsi piccolo.

Passo 6: chiedetevi a quali voci credete

Il blog di Mike Sain't Louis propone un'ultima domanda per chi ascolta: tra tutte le cose che «si dicono», quali scegliamo di credere? È una canzone sulle promesse che uno decide di accettare, anche senza prove. Un tema vicino al percorso dell'autore, che ha raccontato pubblicamente di trasformare in musica, con l'aiuto di professionisti, anni di relazioni con partner narcisisti, per dare visibilità all'abuso psicologico e alle sue tracce sulla salute mentale.

Perché ascoltarla dall'Italia

Il «si dice che» è un'abitudine che il pubblico italiano conosce benissimo, e lo spagnolo di «Canguros» è abbastanza vicino da lasciarsi seguire con il testo davanti. Per chi ama il pop alternativo queer con un'estetica camp ma cerca anche un po' di malinconia, questa canzone è una porta d'ingresso ideale a un catalogo che passa dall'elettropop alla copla, dalla ballata allo spanglish.

Dove ascoltare e scaricare

«Canguros» e l'intero catalogo di PLANETA GAYFOLK si ascoltano e si scaricano gratis, con il testo di ogni canzone, su https://mikesaintlouis.com. La musica è disponibile anche su Spotify, Deezer e sulle principali piattaforme. Il testo originale dell'autore, in spagnolo, è sul suo blog: https://mikesaintlouis.com/blog/lo-que-dicen-que-hay-en-la-luna-canguros-y-las-promesas-que-uno-elige-creerse

Chi è Mike Sain't Louis

Paroliere, compositore, produttore musicale, direttore artistico e CEO della propria etichetta MIKE SAIN'T LOUIS, l'artista indie alternativo madrileno si presenta come «il primo cantautore IA». Le sue canzoni, in spagnolo ma anche in inglese, francese o portoghese, parlano di amore, ex, vicine pettegole, vita queer in Spagna e liberazione, con humour e senza censura. La trilogia GAYFOLK si chiude con «El día de la liberación». Nel 2024 «Tan Cateto» è diventata virale su TikTok.

Contatti stampa

E-mail: info@mikesaintlouis.com Sito: https://mikesaintlouis.com Instagram: @planetagayfolk