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Le città non sono sfondi: perché nella geografia di Mike Sain't Louis Madrid, Barcellona, Amsterdam e Parigi contano quanto gli ex
Un commento sulle mappe sentimentali dell'artista indie alternativo di Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA»: dall'inno arcobaleno di «Madrid to Benidorm» alla telenovela smascherata di «Narci de cutre culebrón»

Madrid, 25 ottobre 2026. Nella canzone pop la città è spesso una cartolina: un nome che suona bene, un tramonto, un ponte da attraversare al ralenti. Nel catalogo di Mike Sain't Louis, artista indie alternativo con base a Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA», le città fanno un altro lavoro. Sono testimoni. Ci si va per liberarsi, per ballare, per scappare, e a volte non ci si arriva mai. Vale la pena guardarle da vicino, perché raccontano di lui più di molte interviste.
Prima, però, il contesto. Mike Sain't Louis scrive tutti i suoi testi, è compositore, produttore, direttore artistico e CEO della sua etichetta indipendente. Musica e interpretazione vocale nascono con l'intelligenza artificiale, che usa come strumento di produzione e arrangiamento; la parola e la regia restano sue. In circa due anni ha pubblicato 273 singoli e più di 280 videoclip sotto il nome di PLANETA GAYFOLK. Un pianeta immaginario, certo. Ma con città vere.
Madrid, il cuore che batte forte
Il punto di partenza è casa. Tra i suoi singoli c'è un brano che si chiama semplicemente «Madrid», e soprattutto c'è «Madrid to Benidorm», un inno dell'orgoglio scritto in inglese. Dalle strade vivaci della Spagna, dice il testo, dove lo spirito non si lascia domare, il cuore di Madrid batte forte e annuncia che resterà. Ogni colore, ogni sfumatura, insieme e senza paura. Il ritornello è un invito che non ha bisogno di traduzione:
Let's dance under the rainbow, Madrid to Benidorm
Quello che colpisce è il tragitto. Non è una città sola, è una strada: dalla capitale alla costa, dai vicoli al sole, con le mani intrecciate verso notti più luminose e giorni più coraggiosi. L'amore vince, conclude la canzone, qualunque cosa accada. In altre parole, Madrid non è il luogo dove si sta fermi: è il punto da cui si parte.
Barcellona, la notte e il ballo
Barcellona, nel catalogo, è la notte. Nel singolo che porta il suo nome ci sono le luci della città a tarda ora, un ritmo magnetico sotto il cielo illuminato dalla luna, e frasi in spagnolo che si infilano tra i versi inglesi come passi di danza: avvicinati, ci liberiamo, io e te. È la città del corpo, del basso profondo, della notte che non si vuole far finire. Se Madrid è il cuore, Barcellona è il polso che accelera.
Amsterdam, il viaggio strano
Amsterdam compare in un modo più obliquo e più comico. In «Vas a escuchar un disco muy raro», dopo un avvertimento a chi arriva pieno di pregiudizi, c'è un benvenuto quasi da hostess a un viaggio musicale piacevole, godibile, gentile e brutale nella città di Amsterdam. Lì la città diventa una dichiarazione di poetica: un luogo dove la stranezza è accolta, dove il disco raro non deve chiedere scusa. Tra i singoli c'è anche un brano intitolato proprio «Amsterdam».
Parigi, la città dove non si è arrivati
E poi c'è Parigi, che è la più dolorosa proprio perché manca. In «Paris restera gris» Mike racconta, nelle sue parole, la fine di una lunga relazione gay e un viaggio a Parigi progettato mille volte e mai fatto: le valigie mai uscite dall'armadio, gli hotel guardati sulle mappe e diventati rovine immaginarie. Parigi, scrive, non è la città dell'amore ma il palcoscenico di un'assenza. «Non è una canzone di odio né di vendetta», spiega. «È una lettera mai spedita. Ci sono amori che non finiscono: restano sospesi nel tempo.»
E il «culebrón», che città non ha
Accanto a questa geografia c'è una canzone che, al contrario, non ha bisogno di un indirizzo. «Narci de cutre culebrón» è il primo tentativo di Mike con il rap, e il testo lo ammette con autoironia: sa che lo criticheranno, ovviamente non è Bizarrap, ma come Leire ha bisogno di sfogarsi. La storia è una telenovela da quattro soldi, il «culebrón» del titolo: un profilo nascosto, un moro tutto fascino che si rivela una copia. Il verdetto arriva secco:
¡Era una falsificación!
Ecco perché questa canzone sta bene in una riflessione sulle città. Le telenovele sentimentali possono succedere ovunque, in qualunque quartiere. Le città, nelle canzoni di Mike, sono quello che viene dopo: il posto dove si va a ballare, a festeggiare la liberazione, o dove si accetta, con tristezza elegante, di non essere arrivati. «Smascherare qualcuno ti toglie un peso», commenta lui. «Poi ti resta da decidere dove andare. Io di solito scelgo il mare.»
Una mappa che parla anche all'Italia
Per chi legge dall'Italia, questa geografia ha qualcosa di familiare. Le città italiane sono da sempre protagoniste delle canzoni d'autore, luoghi carichi di memoria più che semplici scenari. La mappa di Mike Sain't Louis funziona allo stesso modo, ma con uno sguardo queer e contemporaneo: le città come spazi in cui si diventa liberi, o in cui si misura ciò che si è perso. E nessuno, credo, ha bisogno di conoscere Benidorm per capire che cosa vuol dire ballare sotto un arcobaleno dopo una tempesta.
Dove ascoltare
«Madrid to Benidorm», «Narci de cutre culebrón» e tutte le altre canzoni citate si ascoltano e si scaricano gratis su mikesaintlouis.com, ognuna con il proprio testo completo. Il catalogo è disponibile anche su Spotify, Deezer e sulle principali piattaforme.
Informazioni su Mike Sain't Louis
Artista indie alternativo di Madrid, Mike Sain't Louis si presenta come «il primo cantautore IA». È l'autore di tutti i testi di PLANETA GAYFOLK e guida da solo l'etichetta indipendente che porta il suo nome. La sua trilogia, chiusa da «El día de la liberación», è un viaggio verso un pianeta dove ognuno può vivere com'è. Con l'aiuto di professionisti, trasforma in canzoni anni di relazioni con partner narcisisti per dare visibilità all'abuso psicologico. Nel 2024 «Tan Cateto» è diventata virale su TikTok.
Contatti stampa
Ufficio stampa di Mike Sain't Louis E-mail: info@mikesaintlouis.com Sito ufficiale: https://mikesaintlouis.com Instagram: @planetagayfolk