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Il montatore di regine: ritratto di Mike Sain't Louis attraverso un lungomare deserto e più di quindici drag queen

Chi è l'artista indie alternativo di Madrid che si definisce «il primo cantautore IA»? Un profilo costruito a partire da come guarda, ferma e rimonta il videoclip di «La primera drag de Benidorm»

Mike Sain't Louis su una terrazza con il mare Mediterraneo sullo sfondo.
Mike Sain't Louis su una terrazza affacciata sul Mediterraneo.

Madrid, 25 ottobre 2026. Per capire come lavora Mike Sain't Louis non serve una biografia. Basta guardarlo mentre rivede un suo videoclip fermandolo ogni cinque secondi, come chi sfoglia un album di foto per trovare la pagina in cui la storia cambia. È quello che ha fatto sul suo blog con «La primera drag de Benidorm»: due minuti e trentasei secondi, più di quindici regine diverse, una città addormentata. Da quell'esercizio paziente esce un ritratto preciso dell'artista indie alternativo di Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA».

Un autore di parole

Prima di tutto, Mike scrive. Tutti i testi di PLANETA GAYFOLK sono suoi; la musica e l'interpretazione vocale sono generate con l'intelligenza artificiale, che lui usa come strumento di produzione e arrangiamento. La parola, l'idea e la direzione artistica restano nelle sue mani. È paroliere, compositore e produttore, direttore artistico e CEO della sua etichetta indipendente, MIKE SAIN'T LOUIS. Nessuna casa discografica, nessun intermediario.

Il suo catalogo conta 273 singoli e più di 280 videoclip, frutto di circa due anni di lavoro. Spazia dall'elettropop alla copla, dal pop alternativo alla ballata, con brani in spagnolo e anche in inglese, francese o portoghese. Molti lo hanno scoperto nel 2024, quando «Tan Cateto» è diventata virale su TikTok.

Una canzone che ha bisogno degli occhi

«Ci sono mie canzoni che si capiscono meglio a occhi chiusi e altre che hanno bisogno di immagini per finire di dire quello che dicono», spiega. «La primera drag de Benidorm» appartiene alla seconda famiglia. Il testo è una litania di colpi, tutti inchiodati al suolo dalla stessa parola: «aquí», qui. Il videoclip, invece, quasi non ha colpi. Ha una città vuota all'alba, molto mare, molte stoffe che si bagnano e una sola persona in ogni inquadratura.

Questa differenza dice molto del suo metodo. Mike non illustra le canzoni: le fa rispondere da un'altra parte. Nei suoi videoclip si comporta più da montatore che da regista. Genera molte scene, sceglie, scarta, ordina, taglia.

Un'insegna che promette uno spettacolo

Il clip si apre con il titolo in lettere al neon: «La primera» in rosa, «Drag de Benidorm» in giallo, con quel bagliore da insegna di locale così acceso da sembrare sfocato. Dietro, una regina in piedi su un lungomare al crepuscolo: vestito color crema pieno di balze, parrucca biondo platino cotonata verso l'alto, braccia lungo i fianchi. Alle sue spalle una ringhiera bianca, un lampione d'epoca a più bracci con le lampadine accese a forma di stella e, sullo sfondo, le luci della città che salgono lungo il pendio.

«Mi piace che cominci come un manifesto di spettacolo», racconta. «È la promessa di una serata. E quello che viene dopo è esattamente il contrario: niente palco, niente pubblico, niente riflettori. L'insegna dice "stasera in scena" e la notte risponde con le serrande abbassate».

Le serrande abbassate

La seconda inquadratura, per Mike, è la chiave di tutto: un lungomare lungo, la sabbia a destra, una fila di locali a sinistra con la serranda metallica chiusa. Un tubo al neon illumina il pavimento con una luce bianca da garage. In lontananza, piccolissima, cammina una figura in abito dorato. Dietro, i palazzi alti della costa e il cielo blu scuro dell'ora in cui non è più tardi ma non è ancora mattina.

Nel testo c'è un verso che Mike non riesce a togliersi dalla testa, quello in cui la protagonista dice di essere ancora lì e che lì nessuno la ricorda. Il video lo mette in immagini senza bisogno di dirlo: una città di villeggiatura, fatta per essere piena, ritratta proprio quando non c'è più nessuno. La regina non va da nessuna parte. Cammina nel luogo dove prima c'era la festa.

Sola, ogni volta

Poi la spiaggia. Una ragazza nera con un lungo abito trasparente nei toni del rosa e della pesca, ricamato di brillantini, e un copricapo argentato. Cammina scalza sulla sabbia bagnata, con il mare da un lato e i grattacieli dall'altro, sotto un cielo diventato viola. Non fa niente di spettacolare: cammina, guarda avanti, si raccoglie un po' la gonna.

Da lì nasce lo schema che il video ripeterà molte volte: ogni regina compare da sola, in uno spazio enorme, e il suo vestito è l'unica cosa con i colori della festa. Il resto è sabbia, acqua, edifici addormentati. Poi il video si infila nell'entroterra, in vicoli stretti coperti di graffiti rossi e viola, con pozzanghere che riflettono i neon. Una regina in paillettes argento, parrucca bianca, alza un braccio verso il cielo, come chi saluta un pubblico che dovrebbe essere sui balconi e non c'è.

Che cosa racconta questo sguardo

Messo insieme, l'esercizio restituisce un artista con due anime che convivono. Da una parte l'umorismo camp e sfacciato che ha reso riconoscibile PLANETA GAYFOLK; dall'altra una malinconia attenta ai luoghi che si svuotano e alle persone che restano sole dopo la festa. Mike descrive solo quello che appare sullo schermo e lascia esplicitamente aperte le interpretazioni: «Le mie letture sono mie; tu puoi trovare le tue».

Per il pubblico italiano, cresciuto anche con l'immaginario delle località balneari fuori stagione, quel lungomare con le serrande chiuse ha qualcosa di familiare, anche se qui evoca Benidorm. E la figura della drag queen sola davanti al mare parla una lingua che non ha bisogno di sottotitoli.

Dove ascoltare e scaricare

«La primera drag de Benidorm» e tutto il catalogo si ascoltano e si scaricano gratis su https://mikesaintlouis.com, ogni brano con il suo testo. La musica è anche su Spotify, Deezer e le principali piattaforme. L'analisi completa del videoclip è sul blog: https://mikesaintlouis.com/blog/tacones-en-la-arena-el-videoclip-de-la-primera-drag-de-benidorm-plano-a-plano

Mike Sain't Louis in breve

Artista indie alternativo con base a Madrid, Mike Sain't Louis si definisce «il primo cantautore IA». Il suo progetto PLANETA GAYFOLK si articola nella trilogia GAYFOLK: «Descubierto un nuevo planeta llamado GAYFOLK», «Ojalá se pudiera viajar a GAYFOLK» ed «El día de la liberación», tre dischi pensati come un unico viaggio verso un pianeta dove ognuno può vivere come è. Le sue canzoni parlano di amore e disamore, di ex, di vicine pettegole, di vita queer in Spagna, di liberazione e di salute mentale. Con l'aiuto di professionisti trasforma in musica anni di relazioni con partner narcisisti, perché chi ha vissuto l'abuso psicologico si senta visto e creduto.

Contatti stampa

Email: info@mikesaintlouis.com Sito: https://mikesaintlouis.com Instagram: @planetagayfolk