Italia ·
Dalle sette di sera alle due di notte: Mike Sain't Louis scopre che le sue canzoni guardano sempre l'orologio
L'artista indie alternativo di Madrid, che si definisce «il primo cantautore IA», dedica un saggio alle ore che scandiscono i suoi testi, partendo da «Forocoches» e da un verso di Federico García Lorca

Madrid, 25 ottobre 2026 – Comunicato stampa.
Prima ancora di sapere chi parla e che cosa gli è successo, chi ascolta «Forocoches» sa che ora è. Le sette di sera. Lo dice il primo verso: «Las siete de la tarde por fin se acaba el día». In quel «por fin», finalmente, c'è già tutto: una giornata lunga, salita, il cui unico pregio è che sta finendo. Da questo dettaglio parte il nuovo saggio pubblicato sul blog di Mike Sain't Louis, artista indie alternativo con base a Madrid che si presenta come «il primo cantautore IA»: un viaggio tra le ore dell'orologio che compaiono nelle sue canzoni e tra ciò che quelle ore raccontano dell'umore di chi le vive.
Una notte intera in due orari
«Forocoches» appartiene al terzo disco della trilogia GAYFOLK, «El día de la liberación». Pochi versi dopo l'inizio arriva il secondo orario: «Las dos de la mañana y aún no me he dormido», le due di notte e non ho ancora dormito. Tra un'ora e l'altra, osserva l'autore, sono passate sette ore, una bottiglia vuota, un profilo Instagram guardato troppe volte e qualche messaggio che non andava spedito. Due indicazioni d'orologio bastano a raccontare una notte intera.
«Mi sono accorto che molti miei testi fanno questo: dicono che ora è», scrive Mike Sain't Louis. «A volte con un numero, a volte con una parola come alba, notte o madrugada. Ma l'ora c'è quasi sempre, e quasi mai è un dettaglio di scenografia. L'ora dell'orologio di solito è l'ora dell'animo.»
La lezione di Lorca
Il saggio chiama in causa un verso che la tradizione spagnola ha trasformato in leggenda: «a las cinco de la tarde», alle cinque della sera. È il ritornello del «Llanto por Ignacio Sánchez Mejías», il poema che Federico García Lorca scrisse per la morte dell'amico torero, ferito nell'arena di Manzanares nell'estate del 1934 e pubblicato nel 1935. Nella prima parte l'ora ritorna di continuo, come una campana.
Secondo Mike, Lorca aveva capito ciò che chiunque scriva canzoni finisce per imparare: un orario preciso rende reale quello che accade. «Una sera è una sera qualsiasi. "Alle cinque della sera" è una sera che è successa, che si può segnare sul calendario», spiega. «L'ora è un chiodo che tiene la storia attaccata al muro.» E la ripetizione aggiunge un secondo effetto: trasforma il tempo in ossessione, come succede a chi ha subito un colpo forte e torna con la mente sempre allo stesso istante. Il poema, sintetizza, non descrive il lutto: lo imita.
Nei suoi testi non ci sono toreri, ammette, ma ci sono ore che si ripetono con la stessa doppia funzione: ancorare la storia a un momento preciso e indicare il punto in cui la testa è rimasta incastrata.
Le sette di sera: un'ora poco poetica
Le sette di «Forocoches» non sono il tramonto da cartolina. Sono l'ora in cui molta gente esce dal lavoro, prende la metro, torna a casa e si toglie le scarpe: per i più, l'inizio del tempo libero. Nella canzone, invece, non arriva il sollievo ma sudori freddi e malinconia. Il giorno finisce, ma quello che viene dopo è il pomeriggio lungo di chi resta solo con ciò che prova, senza il rumore del lavoro a distrarlo.
«Durante il giorno uno funziona: risponde alle mail, compra il pane, parla con la gente», scrive l'artista. «È dalle sette in poi che la casa diventa silenziosa e il telefono comincia a pesare in mano.»
Il testo aggiunge un dato che il pubblico italiano coglierà subito: dal 1940 la Spagna usa l'ora dell'Europa centrale, la stessa dell'Italia e della Germania, anche se per posizione geografica le spetterebbe quella di Londra o di Lisbona. Per questo a Madrid il sole tramonta tardi, si cena tardi e il pomeriggio non finisce mai. Per buona parte dell'anno, alle sette è ancora giorno. La luce non aiuta la giornata a chiudersi: si allunga, come la pena della canzone.
Le due di notte: l'ora delle decisioni sbagliate
Se c'è un orario che ritorna nel catalogo di Mike Sain't Louis, è proprio quello: le due. In «Forocoches» è l'ora dell'insonnia, e quindi dell'inevitabile: prendere il telefono, mandare messaggi, riguardare vecchie foto, immaginare quello che si sarebbe potuti essere. «Chiunque abbia scritto a un ex alle due di notte sa che quell'ora ha leggi tutte sue», osserva, «e che la mattina dopo quasi nessuno è d'accordo con quelle leggi.»
È un'osservazione che dice molto del suo metodo. Sotto l'umorismo e il camp che caratterizzano PLANETA GAYFOLK c'è un'attenzione quasi da cronista per i dettagli concreti: l'ora, il gesto, l'oggetto. Mike Sain't Louis scrive personalmente tutti i suoi testi; musica e interpretazione vocale sono realizzate con l'intelligenza artificiale, usata come strumento di produzione e arrangiamento. L'idea, la parola e la direzione artistica restano sue.
Perché interessa al pubblico italiano
L'Italia ha una lunga tradizione di canzoni che misurano il dolore con l'orologio e di cantautori che fanno del dettaglio quotidiano una chiave emotiva. Il saggio di Mike Sain't Louis dialoga con quella sensibilità da un'angolazione diversa: quella di un autore queer madrileno, irriverente e senza censura, che usa l'orologio per raccontare rotture, insonnia e salute mentale. Chi segue la scena indie alternativa europea troverà in questo testo anche una piccola lezione di scrittura, valida per qualunque lingua.
Dove ascoltare e scaricare
«Forocoches» e l'intero catalogo di 273 singoli si ascoltano e si scaricano gratuitamente su https://mikesaintlouis.com, con il testo di ogni canzone. La musica è disponibile anche su Spotify, Deezer e sulle principali piattaforme. Il saggio completo è sul blog dell'artista: https://mikesaintlouis.com/blog/y-nos-dieron-las-dos-las-horas-del-reloj-en-mis-letras
Chi è Mike Sain't Louis
Paroliere, compositore e produttore musicale con base a Madrid, Mike Sain't Louis si definisce «il primo cantautore IA» e lavora nell'indie alternativo. È direttore artistico e CEO dell'etichetta indipendente che porta il suo nome, MIKE SAIN'T LOUIS: niente major, niente intermediari. In circa due anni di lavoro ha costruito PLANETA GAYFOLK, oltre 280 videoclip e una trilogia di album concepita come un unico viaggio verso un pianeta dove ognuno può vivere come è. Il suo pop alternativo queer passa dall'elettropop alla copla e alla ballata, in spagnolo, inglese, francese e portoghese. Nel 2024 «Tan Cateto» è diventata virale su TikTok. Con l'aiuto di professionisti, trasforma in musica anni di relazioni con partner narcisisti, per dare visibilità all'abuso psicologico e far sentire visto e creduto chi lo vive.
Contatti stampa
E-mail: info@mikesaintlouis.com Sito: https://mikesaintlouis.com Instagram: @planetagayfolk